Berrettini vede nero: lo spietato conto alla rovescia

Matteo Berrettini, il blackout a Valencia costa caro: l’ora più buia, in questo momento il “suo” Wimbledon non è altro che un miraggio lontano.

Il fallimento di Valencia non è solo una sconfitta: è, in un certo senso, un punto di non ritorno. Per Matteo Berrettini, il ko rimediato agli ottavi di finale del Challenger iberico contro l’argentino Camilo Ugo Carabelli ha il sapore amaro di una sentenza anticipata.

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Berrettini vede nero: lo spietato conto alla rovescia (AnsaFoto) – Bettingnews.it

In Spagna, nonostante dicesse di sentirsi al top, si è visto un giocatore senz’anima, incapace di far male neppure con quel servizio che un tempo demoliva perfino le certezze dei più grandi. Matteo ha inseguito, ha lottato, ma ha finito per sciogliersi nel momento della verità, confermando che il tunnel imboccato al Foro Italico è più lungo e buio di quanto si potesse immaginare.

Ma è fuori dal campo che la situazione è precipitata del tutto. Il “nero” che Berrettini vede davanti a sé ha i contorni spietati del ranking Atp: lunedì 18 maggio 2026 si chiuderanno le liste per il main draw di Wimbledon e Matteo, oggi, è il primo degli esclusi.

Wimbledon 2026, Berrettini appeso al filo dei forfait

Fermo alla posizione numero 106 della classifica virtuale, l’uomo che – ironia della sorte – ha sfiorato la gloria sul Centre Court di Church Road si ritrova ora a un passo dal baratro delle qualificazioni. Senza un colpo di scena o una wild card il martello dovrà scendere nel fango dei campi secondari di Roehampton per guadagnarsi un posto sui verdi prati londinesi.

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Wimbledon 2026, Berrettini appeso al filo dei forfait (AnsaFoto) – Bettingnews.it

Il tempo, purtroppo, è scaduto. La scommessa dei Challenger non ha pagato e ora il futuro di Berrettini dipende, in buona sostanza, dalla sfortuna altrui. Solo una serie di rinunce tra i primi 104 del mondo potrebbe evitargli l’onta del tabellone cadetto.

La sua ritrovata “felicità interiore” viene ora messa alla prova da una realtà agonistica brutale: un re dell’erba senza corona e, soprattutto, senza classifica. Il giardino di Londra è lì, a portata di mano, eppure per Matteo Berrettini non è mai stato così sbarrato.