Sinner-Djokovic, non è finita: “Non lo sopporto più”

Il campione sale in cattedra e dice basta: lo sfogo della leggenda azzurra contro gli hater dei social all’indomani degli Australian Open.

Non ci è voluto molto perché il popolo del tennis dimenticasse tutto quello che Jannik Sinner ha fatto dal suo esordio nel circuito maggiore ad oggi. Ed è bastato che perdesse una partita perché da eroe nazionale si trasformasse in un bersaglio mobile. Fortuna che ha un sacco di estimatori e che molti di loro sarebbero disposti a difenderlo a spada tratta in qualunque circostanza.

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Sinner-Djokovic, non è finita: “Non lo sopporto più” (AnsaFoto) – Bettingnews.it

Come il campione Adriano Panatta, per esempio, che durante il suo consueto intervento alla Domenica Sportiva ha deciso di non restare a guardare e ha puntato il dito contro quello che definisce un “vizio orrendo”: il bullismo mediatico e social, cioè, nei confronti del numero 2 del mondo. Dopo l’eliminazione agli Australian Open, infatti, il web si è rapidamente popolato di critiche feroci e insulti che hanno fatto saltare dalla sedia finanche la leggenda del tennis italiano.

“Non sopporto più questo atteggiamento”, ha tuonato Panatta, riferendosi alla volubilità dei tifosi da tastiera che passano dall’esaltazione totale al fango in meno di ventiquattr’ore. Per Adriano, il trattamento riservato a Jannik è una forma di “bullismo” gratuita e ingiustificata.

Il campione ha detto basta

“Hanno cominciato ad attaccarlo perché ha perso una partita – queste le parole di Panatta – ma l’ha persa contro uno che non è l’ultimo arrivato, forse il più forte di tutti i tempi. È un vizio orrendo che io non posso più sopportare. Sinner è un campione e dobbiamo essere tutti contenti di averlo in Italia“.

Sinner Djokovic
Il campione ha detto basta (AnsaFoto) – Bettingnews.it

Il messaggio di Panatta è chiaro: il successo di Sinner non deve essere una scusa per pretendere l’invincibilità eterna. Mentre Jannik gestisce la sconfitta con la solita signorilità, è il mondo intorno a lui a sembrare impazzito, incapace di accettare il lato umano dello sport.

Secondo il saggio Panatta, questa ondata di negatività non fa bene né al giocatore né al movimento tennistico. La sua è dunque una chiamata alla calma, un invito a riscoprire l’educazione sportiva che sembra smarrita nei meandri dei commenti su Instagram e Facebook. Jannik continuerà a colpire palline e a vincere tornei, ma la speranza di Panatta è che, nel frattempo, il “vizio orrendo” di certi tifosi possa finalmente estinguersi.

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