La racchetta d’oro di Djokovic: il record che scuote Alcaraz e Sinner

La racchetta di Djokovic del 2012 venduta per 540mila dollari: la sfida per Alcaraz e Sinner diventa più ostica ogni giorno che passa.

Non sono trascorsi che pochi giorni, da quando il numero 1 del ranking Atp ha vinto l’unico Slam che ancora mancava nella sua collezione. Il mondo del tennis sta ancora celebrando, dunque, l’incredibile impresa di Carlos Alcaraz, che è stato capace, a differenza del rivale Jannik Sinner, di battere Novak Djokovic in una ritrovata versione deluxe.

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La racchetta d’oro di Djokovic: il record che scuote Alcaraz e Sinner (AnsaFoto) – Bettingnews.it

Nel frattempo, però, sullo sfondo c’è già un altro numero che sta facendo letteralmente girare la testa agli appassionati di tennis. Un numero che non riguarda le statistiche della finale, ma una racchetta. No, non è una racchetta qualunque, ma quella con cui Nole vinse l’epica finale degli Australian Open 2012.

Potreste chiedervi cosa c’entri una racchetta usata 13 anni fa, per cui vi basti sapere che l’oggetto in questione è appena stato venduto all’asta alla per nulla modica cifra di 540mila dollari. Una somma folle, che trasforma un attrezzo sportivo in un oggetto di culto, quasi una reliquia religiosa.

Djokovic “sfida” Alcaraz e Sinner

E una domanda, a questo punto, sorge spontanea: qualcuno spenderà mai, un giorno, mezzo milione di dollari per la racchetta con cui Carlos Alcaraz ha segnato, domenica, il punto della vittoria? O, magari, per quella con cui Jannik Sinner ha vinto il suo primo torneo del Grande Slam?

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Djokovic “sfida” Alcaraz e Sinner (AnsaFoto) – Bettingnews.it

Forse sì, forse no, ma va da sé che, sebbene i due campioni abbiano già dimostrato di avere il talento per battere i giganti, non hanno ancora quella patina di leggenda che si costruisce solo con decenni di “sofferenze”, record infranti e battaglie storiche.

Quei 540mila dollari sborsati per la racchetta di Djokovic non sono per il carbonio o le corde, ma per il sudore di una finale di sei ore che ha cambiato la storia. Alcaraz ha il talento, Sinner ha la freddezza, ma il mercato dei collezionisti – quello vero, quello che non bada a spese – aspetta che i loro nomi diventino sinonimo di un’era, proprio come è successo per i Big Three, prima di fare il grande passo. Per il momento, dunque, il record d’asta non si batte e Nole ne è il re incontrastato.

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