Berrettini rompe il silenzio: “La classifica non è tutto”. Da Valencia, il messaggio di Matteo che stravolge completamente le regole del tennis.
Matteo Berrettini è cresciuto. Si vede, si percepisce. Lo si evince, oramai, da ogni sua dichiarazione. E lo si capisce, soprattutto, dal fatto che abbia – saggiamente – deciso di smettere di rincorrere un fantasma.

Dopo il boccone amaro masticato sulla terra di Roma, ha scelto di sporcarsi le mani e le scarpette al Challenger di Valencia, una decisione che per molti profuma di umiltà e per lui di pura passione. Lì è stato intervistato da Punto de Break, al cui cospetto ha messo a nudo la sua nuova filosofia di vita: una maturità che lo porta a sorridere anche quando il ranking non brilla come un tempo.
“La felicità di una persona non può dipendere dalle classifiche; altrimenti, tutti quelli che si trovano all’80° posto sarebbero tristi”, ha dichiarato Matteo con una razionalità disarmante. A 30 anni, Berrettini ha capito che il “pacchetto completo” non è fatto solo di trofei, ma di persone che si preoccupano del suo benessere a prescindere dal tabellone. Sebbene sogni ancora di competere con i migliori, l’ossessione per la top 10 sembra svanita, sulla scorta della consapevolezza che ci sono tanti giovani nel circuito e che molti di essi sembrano destinati a grandi cose.
Il nuovo Berrettini vuole il pacchetto completo
Parole, le sue, che collidono in maniera eclatante con quelle di Paula Badosa, che sta vivendo una situazione molto simile a quella del finalista di Wimbledon 2021. Anche lei, come Matteo, non è più riuscita a tornare agli antichi fasti, ma patisce molto la lontananza anche solo dalla top 5, figuriamoci dalla top 20.

In relazione a quanto detto dalla collega, Berrettini si è espresso così: “Questo sport ti mostra com’è la vita; ci sono momenti di ogni tipo, belli e brutti. La realtà è che per gran parte della mia vita ho sempre cercato di migliorare. Non sono arrivato nel circuito professionistico e non sono entrato subito nella top 10. Ho trascorso molti anni nel circuito juniores, nei tornei Futures e Challenger, e ora mi trovo in una fase diversa della mia carriera.
La sua forza oggi risiede dunque nella capacità di assaporare ogni dettaglio, dai tornei minori ai grandi Slam, con la consapevolezza che il tennis lo ha reso una persona migliore perché lo ha obbligato a scoprire i propri segreti più profondi. Berrettini è tornato a divertirsi, e forse è proprio questo il primo passo per tornare, inesorabilmente, a vincere. E Paula dovrebbe, forse, prendere esempio da lui…



