Non solo tennis a Melbourne: Sinner e il piatto misterioso che fa discutere tra superstizione, identità e retroscena del tutto inaspettati.
Jannik Sinner, si sa, è abbastanza scaramantico. Un po’ come tutti i tennisti del circuito maggiore, per la verità, avendo ognuno di loro qualche piccolo rituale che sono soliti seguire in campo.

E, proprio a proposito di ciò, negli ultimi giorni, un dettaglio apparentemente marginale ha finito con l’attirare l’attenzione di tutti: la sua scelta a tavola. Il numero 2 del mondo ha rivelato a Melbourne di aver mangiato nientepopodimeno che gli ormai celebri spaghetti alla Berrettini, un piatto diventato quasi un simbolo nel circuito. Quel Berrettini lì, sì, il “nostro” Matteo.
Un segnale interessante che ha radici profonde e un significato importante, perché quando un campione come Sinner adotta un rituale che rievoca un altro top player, il gesto smette di essere casuale e diventa una curiosità. Un aneddoto che vale la pena raccontare.
Jannik Sinner e gli spaghetti alla Berrettini: tra gusto e scaramanzia
Gli spaghetti in questione nascono 4 anni fa nelle cucine della Trattoria Emilia di Melbourne, dove lo chef Francesco Rota tirò fuori una “ricetta segreta” cucita su misura per Berrettini al fine di unire gusto e funzionalità atletica. Pasta, pomodorini, olio extravergine, basilico e parmigiano. Un piatto semplice, ma studiato per garantire energia senza appesantire.
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Sinner, scegliendo proprio questa ricetta, sembra aver fatto sua non solo una combinazione di ingredienti, ma anche il gesto scaramantico di mangiare quello che Matteo mangiò nel 2022, quando poi arrivò in semifinale agli Australian Open.
Che Sinner li abbia scelti per gusto, per curiosità o per scaramanzia è difficile dirlo. Certo è, però, che, in un tennis sempre più ossessionato dai dettagli, il piatto di pasta diventa una metafora perfetta: ingredienti semplici, combinati nel modo giusto. Esattamente come il gioco di Sinner.



