Sinner è nelle sue mani: fiducia totale, o la va o la spacca

Jannik Sinner nelle mani di Darren Cahill. Ha scelta di isolarsi nel deserto col supercoach per ritrovare il successo: ecco cosa sta succedendo.

Non c’era tempo per nulla. Né per leccarsi le ferite, né per tornare a respirare l’aria di casa. Jannik Sinner non ha avuto scelta: dopo il passo falso a Doha e la sconfitta subita per mano del giovane Jakub Mensik, il campione altoatesino è volato immediatamente alla volta del deserto californiano.

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Sinner è nelle sue mani: fiducia totale, o la va o la spacca (AnsaFoto) – Bettingnews.it

Una decisione “pratica”, la sua, dettata dalla voglia di mettersi alle spalle un inizio di 2026 balbettante, segnato dalle brucianti sconfitte di Melbourne e del Qatar. Ad attenderlo a Indian Wells c’era Darren Cahill, l’uomo che Jannik definisce “come un padre”, il perno emotivo di un team che in questo momento ha una missione precisa: gestire la flessione e trasformarla in energia. La strategia è chiara, quasi filosofica, ma Sinner, del resto, lo aveva già anticipato: “Perderò qualche partita per sperimentare novità”.

Non è un disastro, dunque, come in tanti hanno malignato, ma un “laboratorio”. In California, Jannik sarà affiancato esclusivamente dall’australiano, mentre Simone Vagnozzi si ricongiungerà al gruppo solo a Miami. Questo sdoppiamento del team suggerisce un lavoro mirato sulla psiche e sulla gestione dei momenti di pressione, specialità di Cahill.

Sinner cerca la bussola nel deserto

L’obiettivo immediato è il primo Masters 1000 dell’anno, torneo in cui Sinner potrà – e a questo punto dovrà – dire la sua. Il vero chiodo fisso dell’azzurro, tuttavia, sembra essere la stagione sulla terra rossa. Quella sconfitta in rimonta contro Carlos Alcaraz al Roland Garros è una ferita che brucia ancora e tutto il lavoro attuale, esperimenti compresi, è finalizzato ad arrivare a Parigi al picco della forma.

Cahill
Sinner cerca la bussola nel deserto (AnsaFoto) – Bettingnews.it

“Siamo sereni, so che saprò tirarmi fuori”, ha dichiarato Sinner prima di lasciare Doha. La fiducia nel progetto è totale, così come quella nel supercoach australiano, confermato per tutto il 2026.

A Indian Wells, Jannik non ha punti da difendere – era assente per via della sospensione legata al Clostebol – e ogni turno superato sarà ossigeno puro per la classifica e per il morale.

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