Jannik Sinner, ecco cosa è successo davvero e perché le polemiche sul numero 1 azzurro non si chiudono mai per davvero: retroscena inaspettato.
Volente o nolente, Jannik Sinner è sempre e costantemente al centro del dibattito. Non solo per questioni tecniche o tattiche propriamente legate al tennis, ma anche per le polemiche che spesso circondano le scelte dei campioni del circuito.

E che non sempre si chiudono seduta stante, ma continuano nel tempo, per riesplodere nel momento in cui accenna ad esse. Qualche tempo fa, come si ricorderà, fece molto rumore il chiacchieratissimo rifiuto dell’allora numero 1 del mondo all’invito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ma non solo: più recentemente, ha fatto altrettanto rumore il mancato commento pubblico dell’azzurro sulla scomparsa di Nicola Pietrangeli, figura storica del tennis italiano.
Su entrambi i punti, sebbene ovviamente in due momenti diversi, si è scatenato un dibattito acceso tra tifosi, addetti ai lavori e commentatori, con accuse di scarsa sensibilità e freddezza istituzionale rivolte al numero uno azzurro. In questo contesto è tuttavia intervenuto, nelle scorse ore, Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, prendendo una posizione netta a difesa di Sinner.
Sinner, una presa di posizione che fa rumore
Binaghi ha spiegato che il mancato incontro con Mattarella non è stato un gesto di rifiuto personale o istituzionale, ma una scelta legata a condizioni fisiche e di salute non ottimali, con il rischio concreto, come emerso dal retroscena, che Sinner potesse addirittura finire in ospedale durante il periodo dell’Australian Open. Una situazione che avrebbe persuaso il giocatore a limitare spostamenti e impegni extra in quel periodo così concitato.

Per quanto riguarda il silenzio su Pietrangeli, Binaghi ha chiarito che non lo si deve essere interpretato come mancanza di rispetto, sottolineando come Sinner non sia solito utilizzare i social per comunicazioni di questo tipo e come il dolore, spesso, venga vissuto in modo privato.
Le parole del presidente hanno riportato il dibattito su un piano più concreto, insomma, ridimensionando le polemiche e spostando l’attenzione sulle reali priorità del campione azzurro: la salute, la preparazione e l’inizio della nuova stagione. Resta però il fatto che, quando si è il volto più riconoscibile dello sport italiano, ogni gesto, anche il silenzio, diventa una notizia.



