Sinner dà forfait: un’assenza che scotta e dice tutto

Jannik Sinner non sarà alla cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026: ecco i motivi alla base dell’ennesimo no che ha diviso l’Italia.

I tifosi del Bel Paese già sognavano di vederlo sfilare come tedoforo o figura centrale dell’evento, ma non sempre le cose vanno proprio come vorremmo che andassero.

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Sinner dà forfait: un’assenza che scotta e dice tutto (AnsaFoto) – Bettingnews.it

Tanto è vero che Jannik Sinner, ambasciatore di Milano-Cortina 2026, ha scelto di restare fedele a un programma d’allenamento che non ammette deroghe, nemmeno per l’onore patriottico. Lunedì 9 volerà a Doha per partecipare al primo Atp 500 della stagione, ma lo farà lasciando dietro di sé una scia di polemiche e un’aria pesante e saltando, soprattutto, la cerimonia d’apertura del 6 febbraio. Per compensare l’assenza, tuttavia, il giorno prima, il 5 febbraio, ha fatto da controllore speciale insieme a Bebe Vio, obliterando i biglietti dei passeggeri diretti verso i luoghi delle Olimpiadi.

Già, a Melbourne, dopo l’eliminazione dolorosa arrivata per mano di Novak Djokovic, l’altoatesino lo aveva lasciato intendere, seppur solo tra le righe: “Sono sicuro – aveva detto – che ci sarà un’atmosfera incredibile. Ci sono tanti italiani in gara soprattutto del nostro Alto Adige, questo è bello perché noi siamo piccoli ma comunque siamo conosciuti nei nostri sport. Sarà bello guardarle”, aveva dichiarato, salvo poi lasciarsi sfuggire un laconico “Non lo so” quando i giornalisti avevano chiesto lumi circa il suo coinvolgimento diretto nella cerimonia di venerdì.

Milano-Cortina 2026, Sinner dà forfait alla cerimonia d’apertura

Priorità al campo, dunque, benché l’impressione generale sia che dietro questo forfait ci sia dell’altro. Archiviati gli Australian Open, infatti, non è difficile immaginare che l’umore di Jannik non sia dei migliori.

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Milano-Cortina 2026, Sinner dà forfait alla cerimonia d’apertura (AnsaFoto) – Bettingnews.it

La pressione di essere l’atleta simbolo di un Paese, scontrandosi con la necessità di difendere il ranking, sta diventando un fardello pesante da portare. Aver rifiutato anche questo invito, in un evento che si gioca letteralmente a casa sua, è una scelta che scotta. E che, piaccia o non piaccia, inevitabilmente fa rumore.

La sua sedia vuota alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026, quello è poco ma sicuro, peserà. E, con essa, la responsabilità di aver “deluso” di nuovo le aspettative dei suoi fedelissimi.

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