Cosa c’entrano Lindsey Vonn, Steph Curry e Gigio Donnarumma con Jannik Sinner? Ecco che legame c’è davvero tra il tennista e questi campioni.
Il tennis di Jannik Sinner è un insieme perfetto di precisione tecnica, resistenza fisica e freddezza agonistica. Sembra un robot, dicono in tanti, ignorando il fatto che questo campione tragga ispirazione da mondi diversi e, in molti casi, diametralmente opposti a quello al quale appartiene lui.

Non a caso, nei giorni scorsi, quando gli è stato chiesto quali celebrità gli piacerebbe vedere sugli spalti durante un suo match, la sua scelta non è stata banale: Lindsey Vonn, Steph Curry e Gigio Donnarumma. Questo “dream team” rappresenta perfettamente le diverse anime del campione altoatesino, poiché questi nomi delineano un ritratto preciso di Sinner, che non cerca attori di Hollywood per fare scena, ma atleti d’élite che parlano la sua stessa lingua: quella del sacrificio e della vittoria.
Il legame con la Vonn (insieme nella foto in basso), regina delle nevi, non è solo ammirazione, è noto a tutti. Jannik è nato sugli sci e Lindsey è il simbolo della resilienza. Un’atleta che non ha paura di niente e che ha una mentalità molto simile a quella che Sinner cerca di mettere sul campo da gioco.
Il filo che lega Sinner a Vonn, Donnarumma e Curry
Dall’altra parte, se c’è un giocatore di basket che incarna la rivoluzione tecnica basata sulla precisione, quello è Steph Curry. Sinner gioca a tennis come Curry tira da tre, con una naturalezza che maschera un lavoro estenuante e una capacità di colpire da qualsiasi posizione del campo.

Infine, la scelta di Gigio Donnarumma. Entrambi, ognuno a modo proprio, sono stati dei “predestinati”, lanciati nell’arena dei grandi quando erano ancora adolescenti e capaci di sopportare pressioni enormi per difendere i colori della Nazionale. Donnarumma rappresenta la sicurezza di chi deve evitare che la palla passi, mentre Sinner è colui che deve far sì che la palla non torni indietro.
Un box composto da Vonn, Curry e Donnarumma non sarebbe solo una parata di stelle, dunque, ma un vero e proprio “consiglio dei saggi” dello sport mondiale a sostegno dell’azzurro. Niente male…



