Occhi puntati sul grande ritorno di Sinner e Alcaraz: ecco perché il match di Seul interessa tutti e perché non sarà solo una semplice esibizione.
Quello in programma il prossimo 10 gennaio a Seul tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz non sarà semplicemente un match di esibizione. È già chiaro sin da ora, infatti, che questo appuntamento avrà un profondo valore simbolico, per un motivo semplice: l’azzurro e l’iberico non sono più solo due big del circuito. Sono i due esponenti, anzi, di una rivalità che, in un modo o nell’altro, sta facendo la storia di questa era.

Da quando sono al vertice della classifica mondiale, si sono divisi tutti i grandi palcoscenici: Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open hanno portato il loro nome in finale. E, ovunque siano andati, la storia è stata, in linea di massima, sempre la stessa: grande pubblico, tensione palpabile, duelli che vanno ben al di là dei punteggi con i quali si sono poi conclusi.
Nel tennis si parla spesso di tecnica, di numeri, di classifica. Quello che da qualche tempo a questa parte, tuttavia, spinge milioni di tifosi ad interessarsi al tennis è un’altra cosa: i contrasti tra due modi di giocare, due identità, due visioni dello sport, due personaggi che non potrebbero essere più diversi di così ma che brillano in egual misura ogni volta che impugnano una racchetta.
Sinner e Alcaraz, il prologo che accende il 2026
Sinner è potenza pura, ritmo, precisione chirurgica; Alcaraz è creatività, improvvisazione, passione. In campo si spingono a vicenda a dare il massimo, fuori si rispettano e si stimano come se fossero due amici di vecchia data.

Ecco perché Seul non è una semplice esibizione, ma il primo capitolo di un anno che potrebbe riscrivere la storia recente del tennis e, perché no, ribaltare nuovamente la situazione.
Questo è il motivo, dunque, per cui si tratta di una partita da non perdere. Perché tutti sanno, fondamentalmente, che quando questi due si affrontano, non si racconta solo una partita, ma un’intera epoca.



