Marketing vs risultati, il caso Raducanu agita il tennis. Come fa Emma ad essere ricoperta d’oro da tutti con un solo titolo in carriera?
Nel tennis moderno sta succedendo qualcosa di illogico, quasi fantascientifico, in un certo senso. Da una parte c’è Aryna Sabalenka, una macchina da guerra capace di dominare il ranking, vincere Slam a ripetizione e spazzare via le avversarie con una potenza devastante. E che non sarà troppo contenta della notizia trapelata nelle scorse ore, come non lo saranno altre colleghe – si pensi ad Elena Rybakina – che non fanno solo parole, ma fatti.

Dall’altra c’è Emma Raducanu, di poco fuori dalla top 20, che non alza un trofeo dal lontano 2021. Eppure, nel gioco dei grandi sponsor, la gerarchia sembra essersi ribaltata: anche la numero 1 del mondo ha siglato accordi a tanti zeri, ma, pensate un po’, la Raducanu ha appena firmato un contratto con Uniqlo che porterà nelle sue tasche la bellezza di 3,5 milioni di euro netti a stagione.
Il passaggio della tennista britannica da Nike al colosso giapponese (già sponsor di Federer e Nishikori) ha del clamoroso. Parliamo di cifre che eclissano i contratti tecnici di quasi tutte le big del circuito, ragion per cui ha fatto mangiare la polvere un po’ a tutte. Ma com’è possibile, è giusto chiederselo, che un’atleta con un solo titolo in bacheca riesca ad attirare investimenti da top player assoluta?
Vince la Sabalenka… ma incassa la Raducanu
La risposta è da ricercarsi nel potere magnetico del “Brand Emma”, nonché in quell’indimenticabile favola dello US Open che continua a vendere più di mille vittorie odierne.

Il confronto è impietoso per i puristi del gioco: se il tennis fosse solo meritocrazia, ci sono atlete che dovrebbero essere coperte d’oro. Invece, l’appeal mediatico della 23enne britannica non risente della discontinuità di rendimento, e nemmeno dei troppi infortuni. Perciò Uniqlo ha scommesso sul volto della Raducanu per i prossimi anni, offrendole un fisso garantito che la mette al riparo da qualsiasi calo nel ranking.
Certamente, il contratto prevede dei bonus legati ai risultati, quasi a voler stimolare una campionessa che sembra essersi smarrita nei corridoi del marketing. Il messaggio insito in esso, però, è che per diventare ricche davvero, saper colpire la pallina più forte delle altre non basta più. Bisogna essere un’icona, e in questo campo, Emma continua a giocare un torneo tutto suo, lasciando solo le briciole a tutte le altre.



