Raducanu e Berrettini sulla stessa barca: l’addio che fa parlare

Tutta la verità su Emma Raducanu e Matteo Berrettini: ecco cosa c’è dietro il colpo di scena che sta facendo discutere il mondo del tennis.

Nel tennis le coincidenze non esistono O forse sì. Negli ultimi giorni, il nome di Emma Raducanu è tornato al centro della scena per una decisione che ha sorpreso molti: la separazione dall’allenatore Francisco Roig dopo appena sei mesi di collaborazione, che ha di fatto allungato la già consistente lista di coach silurati dalla stella dell’edizione 2021 degli Us Open.

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Raducanu e Berrettini sulla stessa barca: l’addio che fa parlare (AnsaFoto) – Bettingnews.it

La scelta della tennista britannica, in tutto ciò, riporta alla mente un altro addio, meno recente ma comunque ben impresso nella memoria degli appassionati di tennis. Ci riferiamo alla rottura, improvvisa, tra lo stesso Roig e l’azzurro Matteo Berrettini, che lavorarono insieme per un po’ salvo poi decidere di percorrere due strade diverse. Un filo invisibile, pertanto, unisce Emma e Matteo, essendo entrambi giunti alla stessa determinazione.

Il tecnico, storico collaboratore di Rafael Nadal e figura di grande esperienza nel circuito, era entrato nel team della Raducanu nello scorso mese di agosto. L’idillio non è durato che una manciata di mesi e la britannica ha spiegato che la sua decisione è stata dettata dal fatto di non intravedere ulteriori margini di crescita insieme al coach spagnolo.

Raducanu e Berrettini e quello strano triangolo

Quanto a Berrettini, Roig aveva lavorato con lui tra il 2023 e il 2024, prima di interrompere il rapporto professionale e di lasciarlo nelle mani di Alessandro Bega, che tutt’oggi, in assenza di conferme ufficiali circa l’ingresso di Thomas Enqvist nel team, resta il suo solo punto di riferimento.

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Raducanu e Berrettini e quello strano triangolo (AnsaFoto) – Bettingnews.it

Per Emma, questa ennesima separazione arriva in un momento delicato: risultati altalenanti, un 2026 iniziato con più ombre che luci e la sensazione che la britannica stia ancora cercando la formula giusta per tornare ai livelli più alti. La sua carriera è stata segnata da continui cambiamenti nello staff tecnico e da una ricerca costante di stabilità e identità sportiva che ad oggi, purtroppo, non ha sortito l’effetto sperato.

Appare più che legittima, a questo punto, una domanda: è solo una coincidenza, o quanto accaduto è indicativo del fatto che il metodo Roig funziona solo con alcuni profili?

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