Che tocco Paola Egonu! L’opposto di Cittadella mette la firma su un nuovo e incredibile successo: quale significato si nasconde dietro quel numero.
Mentre il calcio italiano fatica a mantenere la propria egemonia mediatica, c’è una stella che brilla di luce propria e che ha rotto il soffitto di cristallo della popolarità sportiva. Paola Egonu non è solo l’opposto più forte del mondo, ma un vero e proprio fenomeno mediatico.

Lo sapevamo già, ma l’ultima rilevazione della Top Champion Reputation, la classifica che elegge i 20 sportivi con la reputazione migliore, ha cristallizzato questo pensiero in maniera indissolubile. La campionessa di Cittadella occupa il 16esimo posto, con un punteggio di 32,46 che ha un significato ben preciso. Significa che nell’ultimo trimestre, quello preso in esame, si è parlato tantissimo di lei.
Questo risultato la consacra, altresì, come l’unica rappresentante della pallavolo capace di entrare nel salotto buono dello sport italiano. Per capire l’entità dell’impresa, basta guardare chi Paola si è lasciata alle spalle. La Egonu guarda dall’alto monumenti del calibro di Paolo Maldini (17esimo) e Gianluigi Buffon (18esimo). Vedere una pallavolista superare due pilastri della storia del calcio nazionale non è un dettaglio da poco: conferma che la sua immagine ha travalicato i confini del campo per diventare un simbolo sociale e culturale.
Oltre il muro, verso il mito: Paola Egonu on fire
La sua solitudine in classifica è un altro dato che deve far riflettere. Dietro di lei, il vuoto: le sue compagne di Nazionale, pur amatissime, non riescono a scalare le gerarchie della reputazione con la stessa forza.

E, si badi bene, Paola deve questo successo non solo ai suoi muri e alle schiacciate vincenti, ma alla sua capacità di generare conversazione. Che si tratti di moda, di diritti civili o di interviste a cuore aperto, la Egonu riesce sempre a spiccare in mezzo a tutti.
Essere in top 20 insieme a Jannik Sinner, Valentino Rossi e Alessandro Del Piero significa aver raggiunto quella dimensione in cui lo sport si fonde con il mito. Ma significa anche che il volley, finalmente, ha trovato la sua regina indiscussa.



