Jannik Sinner e la pressione del re: tiro mancino in Australia

Jannik Sinner nel mirino dei media australiani: tra celebrazione e provocazione, ecco perché la stampa di Melbourne è stata ingenerosa con lui.

Essere il campione in carica è un privilegio, sì, ma anche una condanna. Jannik Sinner lo sa bene: a Melbourne non è più solo il ragazzo che sorprende, ma un punto di riferimento, un bersaglio, l’uomo da battere. E i media australiani hanno deciso di ricordarglielo con una certa ironia, tra elogi, provocazioni e frecciate neanche troppo velate.

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Jannik Sinner e la pressione del re: tiro mancino in Australia (AnsaFoto) – Bettingnews.it

Il concetto è chiaro: Sinner è ormai il defending champion, ossia il campione da difendere, ma anche un bersaglio che, volente o nolente, è perennemente nel mirino. L’azzurro, come forse è anche giusto che sia per via del suo status, è sotto osservazione ogni giorno, giudicato a ogni colpo, a ogni esitazione, a ogni vittoria che non sia abbastanza spettacolare.

E non è un caso, stando così le cose, che la stampa australiana abbia voluto giocare con le parole, sottolineando come il trono, nel tennis, sia sempre instabile. Un messaggio magari divertente nella forma, ma affilato nella sostanza: essere il numero uno non significa essere intoccabile. Anzi. Tanto è vero che, da defending champion a defending crampion – con ovvio riferimento ai crampi che gli hanno dato filo da torcere nel match contro Eliot Spizzirri – è stato un attimo.

Jannik Sinner e la provocazione australiana

“La fortuna di Sinner con la heat policy lo aiuta a salvarsi dall’eliminazione”, ha scritto anche il Sunday Age, scagliando un bel po’ di veleno contro il numero 2 del ranking mondiale. Dimenticando, forse, che il senso della nuova heat policy è proprio quello di dare respiro ai giocatori e di permettere loro, in condizioni estreme, di prendere fiato.

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Jannik Sinner e la provocazione australiana (AnsaFoto) – Bettingnews.it

La dinamica di questo modus operandi è semplice quanto spietata: più sei in alto, più sei osservato. Sinner è diventato il volto del tennis globale e, come spesso accade, la celebrazione si accompagna a una sottile voglia di vederlo cadere. È il prezzo della grandezza, ma anche la misura della sua importanza.

L’Australia è stata impietosa, è vero, ma forse è proprio qui che si misura la maturità di un campione: nella capacità di trasformare le provocazioni in carburante. E Sinner, ormai, sembra aver imparato a farlo con una naturalezza che spaventa i suoi rivali.

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