Un verdetto tecnico ha scosso, nelle ultime ore, il mondo del tennis: il commento su Sinner e Alcaraz in una disamina attenta e precisa.
Ci sono voci che, anche se arrivano da lontano, da un passato che sembra quasi remoto, continuano ad avere un grande impatto e nel mondo del tennis. Quella di Riccardo Piatti è senza ombra di dubbio una di queste, specialmente quando l’oggetto dell’analisi è Jannik Sinner.

Il tecnico che ha scoperto e “coltivato” il talento il campione altoatesino, prima della clamorosa rottura avvenuta esattamente 4 anni fa, è tornato a commentare le gerarchie mondiali dopo il trionfo di Carlos Alcaraz a Melbourne. Ha espresso un giudizio netto, che sposta l’asse del potere verso la Spagna: “Al momento sembra un gradino sopra a tutti gli altri”, ha detto senza mezzi termini all’Equipe, alludendo al numero 1 del mondo.
Una sentenza che non lascia spazio a interpretazioni e che mette Sinner, attuale numero 2, in una posizione di inseguimento tecnico e psicologico rispetto a Carlitos. Il punto centrale della disamina di Piatti riguarda la completezza del gioco. Secondo il coach, nonostante i progressi straordinari di Jannik sotto la guida dei suoi successi, Simone Vagnozzi e Darren Cahill, mancherebbe ancora un ultimo tassello per pareggiare il talento multiforme dello spagnolo.
La sentenza di Piatti su Sinner
Per spiegare cosa, invece, manchi ancora al suo ex pupillo, ha preso spunto dalla semifinale degli Australian Open. “Credo che sia stata soprattutto una vittoria di esperienza da parte di Nole – ha detto – Jannik ha avuto le sue occasioni, Novak ha giocato molto bene, e ne concludo che Jannik ha ancora bisogno di più partite importanti come questa“.

“Ma ha ancora tanti anni davanti a sé – ha subito aggiunto, dicendosi praticamente certo che possa farcela – per accumulare esperienza e vincere grandi cose”. La sua analisi suona comunque come un avvertimento: per restare in vetta, il repertorio deve ampliarsi ancora.
La realtà, indipendentemente da come la si pensi, è che il parere di chi ha messo la prima racchetta in mano a un futuro numero 1 merita sempre rispetto. Ora tocca a Jannik dimostrare che quello che dice il suo primo maestro è vero.



