Pochi dettagli, effetto devastante: Gaia Sabbatini incanta i follower con una naturalezza che ha lasciato il popolo dei social senza parole.
Bikini, scenari esotici e pose studiatissime aiutano, quello è poco ma sicuro, ma non sono indispensabili. A volte, come ci conferma anche la splendida Gaia Sabbatini, sono sufficienti una luce giusta e due scatti apparentemente semplici per mandare in corto circuito Instagram.

E infatti, nelle scorse ore, l’atleta azzurra ha pubblicato sul suo profilo due foto pulite, essenziali, di quelle che restano addosso più del previsto perché colpiscono. Gaia posa a tre quarti, i lunghi capelli biondi sciolti che incorniciano il volto senza alcun artificio. Un filo di gloss volumizzante, appena accennato, e soprattutto quegli occhi azzurri spalancati verso l’obiettivo, impossibili da ignorare.
L’outfit è ridotto all’osso, al minimo indispensabile. Non è un outfit vero e proprio, ma è studiato quanto basta per lasciare il segno. Una maglietta nera a maniche lunghe, corta al punto giusto, che lascia scoperto l’addome e fa vedere, pur senza alcun intento di ostentazione, la schiena scolpita da anni di lavoro in pista. È il corpo di un’atleta, ma raccontato con una femminilità moderna, asciutta, minimal.
Gaia Sabbatini, la naturalezza che fa perdere la testa
Il risultato? Commenti a raffica, like che si moltiplicano e una frase che spicca più delle altre, perché probabilmente dice tutto: “Non ho più parole per definire la tua bellezza”, ha scritto un follower, un messaggio che suona come un complimento e come un segno di resa al tempo stesso.

Gaia Sabbatini non cercava l’effetto shock, probabilmente. Non ne ha bisogno, del resto. La sua forza sta nel controllo, nella misura, nel saper stare davanti all’obiettivo con la stessa sicurezza con cui affronta una gara. Ed è proprio questa combinazione di disciplina e magnetismo, sport e grazia, a renderla così ipnotica.
Due scatti, zero eccessi, impatto massimo. E attraverso Instagram, ancora una volta, ha messo al tappeto tutti i suoi follower, che non si sono ancora abituati a cotanta bellezza.



