C’è un conto aperto tra Sinner e Duckworth: retroscena da non credere

Sinner affronterà Duckworth al secondo turno degli Australian Open: c’è un precedente del 2021 che rende il confronto più teso di quanto sembri.

Jannik Sinner non è certo il tipo che perde facilmente la calma. Mantiene sempre un certo aplomb, controlla bene il linguaggio del corpo, raramente si lascia andare a smorfie o espressioni di disappunto, neanche nei momenti più concitati dei match. Eppure, tra i nomi che il tabellone degli Australian Open gli ha messo davanti, ce n’è uno che riporta alla mente un episodio decisamente fuori copione.

Sinner
C’è un conto aperto tra Sinner e Duckworth: retroscena da non credere (AnsaFoto) – Bettingnews.it

James Duckworth sarà il suo avversario al secondo turno degli Australian Open e questo incrocio, in men che non si dica, ha riportato alla luce vecchie ruggini. Il ranking, lo status di numero 2 del mondo, le ambizioni: tutto pende dalla parte dell’azzurro, favorito indiscusso per la vittoria di questo match. Ma il tennis, si sa, vive anche di memoria. E quella tra Sinner e Duckworth, a quanto pare, non è proprio immacolata.

I fatti che stiamo per raccontarvi risalgono al 2021, anno in cui i due si affrontarono e l’australiano riuscì a spuntarla lasciando Sinner visibilmente contrariato. Un episodio raro non per la sconfitta in sé, ma perché in quell’occasione il fenomeno altoatesino non riuscì a fare qualcosa che oggi, invece gli riesce abbastanza bene, ossia nascondere il nervosismo.

Sinner e Duckworth, un precedente che pesa più del ranking

Durante quella partita, anche se solo per pochi istanti, Sinner perse le staffe. Sbagliò un punto, mandando la palla in rete, e lo innervosì molto l’esultanza, effettivamente sopra le righe, del suo rivale.


Duckworth si lasciò andare ad un urlo che non piacque, evidentemente, a Jannik. Si girò, lo guardò, e reagì con un significativo “Ma che c**** urli!”. Probabilmente il suo avversario, straniero, non comprese le parole dell’azzurro, ma una cosa è chiara: l’australiano era decisamente, a quel tempo, il tipo di giocatore capace di far perdere le staffe a Sinner. E la speranza, a questo punto, è che, essendo ormai trascorso un lustro, non sia più così.

In caso contrario, il secondo turno dello Slam non sarebbe più una formalità, perché certe partite e certe tensioni mettono alla prova più la testa che il braccio e questo precedente, in un modo o nell’altro, potrebbe dunque pesare. A meno che, come pensiamo, il numero 2 del mondo non la viva come una rivincita personale. Che, in fondo, è quello che speriamo un po’ tutti…

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