Berrettini, segreto svelato: ecco cosa è successo in quella camera d’hotel

Svelato di punto in bianco un retroscena del tutto inaspettato su Matteo Berrettini: ecco cosa è successo davvero in quella camera d’hotel.

Il 2019, per Matteo Berrettini, è stato un anno incredibile. Quello dell’esplosione definitiva, quello in cui il mondo intero si accorse che il martello romano faceva sul serio. Da quel momento in poi ha collezionato una marea di successi incredibili, salvo poi giocare ad intermittenza e in modo discontinuo per via dei problemi fisici che da sempre lo attanagliano.

Berrettini
Berrettini, segreto svelato: ecco cosa è successo in quella camera d’hotel (AnsaFoto) – Bettingnews.it

Ospite a Tennis Talk su SuperTennis, Vincenzo Santopadre, il suo ex coach, ha tirato fuori dal cilindro un aneddoto che oggi, mentre Matteo cerca faticosamente di ritrovare se stesso nel 2026 tra un infortunio e l’altro, suona come una profezia. Il tecnico ha ricordato quando l’azzurro entrò per la prima volta in top 10 dopo la semifinale di Vienna. Arrivati a Parigi-Bercy, ha rivelato, il team aveva organizzato una sorpresa in camera sua: torta, abbracci e l’orgoglio di aver scalato l’Everest del tennis.

Ma la festa è durata un battito di ciglia. “Si è trattato di un secondo – Matteo non riusciva a godersi ciò che stava facendo perché era sempre pronto al domani. “. Una fretta costante, un’ansia da prestazione che lo portava a “bruciare i tempi”, dimenticando di assaporare il gusto del traguardo raggiunto.

Santopadre vuota il sacco su Berrettini

La riflessione di Santopadre è di quelle che lasciano il segno: nel tennis si gioca ogni settimana e il rischio è di arrivare a fine carriera, guardarsi indietro e chiedersi: “Ma io ho fatto davvero tutto questo?” senza averne memoria emotiva.

Berrettini
Santopadre vuota il sacco su Berrettini (AnsaFoto) – Bettingnews.it

Secondo lo storico coach, Berrettini ha vissuto i suoi anni d’oro con lo sguardo sempre rivolto al domani, un atteggiamento che forse ha contribuito a logorarlo non solo fisicamente, ma anche mentalmente.

Le parole di Santopadre sembrano un invito alla calma. A fermarsi, respirare e capire che una vittoria non è solo un punto in classifica, ma un pezzetto di vita che merita di essere festeggiato. Perché, come dice il suo ex mentore, il rischio più grande è quello di svegliarsi un giorno con il rimpianto di aver corso troppo forte per accorgersi di quanto fosse bello il paesaggio.

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