Jannik Sinner entra nella storia: superati i 60 milioni di dollari di prize money. Un record senza precedenti per il numero 2 del mondo.
C’è un muro invisibile nel tennis professionistico, una barriera che solo sei uomini prima di lui avevano osato valicare. Domenica scorsa, nel deserto californiano di Indian Wells, Jannik Sinner non si è limitato ad alzare al cielo l’ennesimo trofeo della sua carriera battendo Daniil Medvedev; ha ufficialmente fatto il suo ingresso, bensì, nel club più esclusivo dello sport mondiale.

Con l’assegno da 1,1 milioni di dollari incassato al Tennis Paradise, l’azzurro ha superato la soglia dei 60 milioni di dollari di prize money guadagnati sul campo.
Per capire l’entità dell’impresa, basta guardare chi gli sta davanti. Sinner è oggi il settimo giocatore di sempre per guadagni ufficiali ATP, una classifica dominata da mostri sacri come Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer. Ma il dettaglio che spiazza è la precocità: Jannik ha raggiunto questa cifra astronomica a una velocità doppia rispetto ai suoi predecessori. Se si considera che nel 2019 il suo montepremi totale non arrivava a 20mila dollari, la sua scalata appare come un’accelerazione verticale senza precedenti. In soli sei anni, è passato dai campi periferici alla leggenda finanziaria dello sport.
Sinner settimo nella storia: i numeri del mito
Il traguardo dei 60 milioni non nasce dal nulla, ma è il frutto di un’evoluzione pazzesca. Con 57 vittorie e 6 titoli (tra cui le ATP Finals di Torino e il bis agli Australian Open), Sinner ha chiuso la scorsa stagione incassando oltre 19 milioni di dollari dai tornei ufficiali.

Se a questi aggiungiamo i 6 milioni “flash” conquistati a Riyadh nel ricchissimo Six Kings Slam, il totale dell’anno scorso supera i 25 milioni: un primato che lo ha reso il tennista più pagato del pianeta per prestazioni sportive.
Ma la forza di Sinner è nella solidità del suo progetto. Quei 60 milioni sono solo la punta dell’iceberg di un patrimonio che cresce grazie a una visione imprenditoriale ferrea. Tra la residenza strategica a Montecarlo e gli investimenti immobiliari a Milano, Jannik ha saputo trasformare i suoi successi in una cassaforte blindata. Il contratto decennale con Nike da 150 milioni di dollari è il pilastro di un impero che oggi fattura oltre 30 milioni l’anno solo dagli sponsor. Sinner non è più solo il ragazzo prodigio di San Candido, dunque, ma una multinazionale del successo.



